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LE CITTÀ TRANSFRONTALIERE DIVENTINO ECOSISTEMA DELLA COOPERAZIONE, ANZI ECOC-SYSTEM

30 SETTEMBRE 2022 | 08:28

Creare un vero e proprio ecosistema, giuridico, economico, sociale e culturale, all’interno del quale le città di confine, come Gorizia e Nova Gorica, possano vivere, cooperare, crescere insieme. 

È questo l’ambizioso obiettivo che è emerso durante la giornata conclusiva del 18° Forum Internazionale dell’Euroregione Aquileiese organizzato dall’Associazione Mitteleuropa.

Ed è proprio Paolo Petiziol, presidente di Associazione Mitteleuropa e di Gect Go, a mettere sul piatto un’ulteriore sfida: “oggi a Gorizia e Nova Gorica parte il primo Ecoc-system (Ecoc, ovvero European Capitals of Culture), un’esperienza che farà da battistrada alle altre città europee di confine. Per questo chiederò personalmente al Presidente Fedriga di poter utilizzare la sede FVG di Bruxelles per continuare ad incontrarci e per poter portare avanti un lavoro di lobby direttamente sul campo, vicino alle istituzioni dell’Unione”.

Ecosistema è la proposta che la deputata europea Elena Lizzi ha lanciato durante il forum di oggi: “costituire un ecosistema delle città transfrontaliere – ha spiegato – non è un progetto fine a sé stesso o limitato all’orizzonte del 2025 di Italia e Slovenia, ma significa costruire un prototipo per le altre città europee di confine, un sistema di relazioni strutturali che aiutino lo sviluppo socio economico dei territori. Il 2025 è solo il trampolino di lancio per iniziare ad investire, in particolare nella coesione dell’innovazione, coinvolgendo talenti, creatività, imprenditorialità.

Le regioni frontaliere sono ritenute laboratori viventi della coesione europea: rappresentano il 40% del territorio dell’unione e ci vivono circa 150milioni di cittadini europei. C’è quindi piena consapevolezza a livello delle più alte istituzioni dell’Unione che rappresentino un fattore strategico” 

Durante i lavori del forum si sono confrontati i sindaci delle città transfrontaliere invitati dall’Associazione Mitteleuropa che, in 3 giorni, è riuscita a riunire i rappresentanti di 18 Paesi: oltre a Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia e Klemen Miklavic, sindaco di Nova Gorica, erano presenti Lauri Drubins (Valga, Estonia), Unda Ozolina (Valka, Lettonia), Milena Manss (Frankfurt Oder, Germania), Mariusz Olejniczak (Slubice, Polonia).

Vuk Radulovic, del ministero di cultura e informazione della Serbia, ha acceso i riflettori sulla la collaborazione tra Gorizia e Nova Gorica che “rappresenta un modello da cui ogni nazione deve imparare, un approccio alla cooperazione che mette le città al centro partendo dal basso, dalle persone, dai bisogni reali delle comunità. Un percorso pioneristico che può portare grandi opportunità di sviluppo ai territori”. 

Pavel Branda, rappresentante del Comitato Europeo delle Regioni, ha ricordato come “la cooperazione non possa avvenire da sola, è come una pianta che va annaffiata e nutrita. E ci sono condizioni necessarie affinché possa fiorire: bisogna che i confini siano aperti, serve quadro giuridico comune che renda possibile la cooperazione e, soprattutto, serve la volontà delle persone che pensino in modo transfrontaliero, esattamente quello che vedo tra Italia e Slovenia.”

Nel pomeriggio, come atto finale della tre giorni di lavori, il municipio di Nova Gorica ha a sua volta ospitato i sindaci e i delegati delle città transfrontaliere arrivati in FVG che hanno rinnovato l’intento di ritrovarsi e riunirsi ogni anno in questi luoghi, facendo di Gorizia la capitale delle capitali della cultura europee.

 

 

 

 

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