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LA DIPLOMAZIA PARTE DALLE COMUNITÀ E DAI TERRITORI: A UDINE IL CONFRONTO TRA I PAESI DELLA MITTELEUROPA

21 OTTOBRE 2026 | 14:51

In un’Europa più fragile e divisa, la diplomazia può ripartire dalle regioni, dalle città e dalle associazioni che tengono vivi i rapporti tra i popoli. È questa l’idea emersa a “Una diplomazia per la Mitteleuropa”, il convegno organizzato dall’Associazione Mitteleuropa alla Camera di Commercio di Udine per i trent’anni dall’apertura del Consolato onorario della Repubblica Ceca a Udine. Nella Sala Valduga si sono riuniti ambasciatori, consoli e rappresentanti delle istituzioni di diversi Paesi del centro Europa. 

Ad aprire i lavori è stato Paolo Petiziol, presidente dell’Associazione Mitteleuropa e console onorario della Repubblica Ceca dal primo giorno, che ha ripercorso il legame con l’Europa centrale nato negli anni della cortina di ferro e diventato nel tempo una rete di relazioni diplomatiche. «Quando ho attraversato il confine per la prima volta ho trovato gli stessi valori con cui mi avevano cresciuto i miei nonni e i miei genitori. Mentre qui ci si lasciava inebriare dal profumo del dollaro, lì quei valori resistevano, e mi sono innamorato di quei Paesi», ha raccontato Petiziol. «Nel 1968 ero a Berlino Est, nel 1972 a Praga dove ascoltavo, parlavo con la gente e creavo le basi delle future relazioni. Da quei rapporti è nata un’associazione capace di costruire relazioni che altri non avevano, e poi di organizzare incontri internazionali per rafforzarle. Così i cechi mi hanno chiesto di diventare loro console. Questo trentesimo anniversario è per me un momento di riflessione su ciò che ho fatto, su ciò che posso ancora fare e su chi verrà dopo di me, soprattutto i giovani».

Che cosa significa fare diplomazia oggi, su un territorio di confine e in uno scenario di conflitti e instabilità geopolitica? Su questa domanda si è aperto il panel moderato dalla giornalista del Messaggero Veneto Luana de Francisco con Tomaž Kunstelj, console generale di Slovenia a Trieste, Agnieszka Gloria Kamińska, console generale di Polonia a Milano, Orsolya Katalin Szabó, console generale ad interim di Ungheria a Milano, e l’ambasciatore Lamberto Zannier, già segretario generale dell’OSCE.

Dal confronto è emersa una visione condivisa. La diplomazia si costruisce anche fuori dai palazzi, a contatto con le comunità locali, le città e la società civile. La cultura ne è uno strumento essenziale, perché la musica, l’arte e il teatro aiutano i popoli a riconoscere affinità e differenze. Al diplomatico servono competenze giuridiche, economiche e sociologiche, e serve anche una forte passione per il proprio lavoro. L’obiettivo resta quello di arrivare a risultati in cui tutte le parti ottengano qualcosa. In questo quadro la Mitteleuropa è tornata centrale nelle agende diplomatiche, con i Balcani destinati ad avere un peso decisivo. Per Zannier in particolare, nell’era della politica di potenza, gli strumenti classici della diplomazia faticano a incidere. L’Europa continua a difendere il rispetto delle regole, ma rischia un ruolo sempre più marginale, anche per le sue divisioni interne. Per ripartire occorre ricostruire gruppi di interesse regionale fondati su legami geopolitici, culturali ed economici, come fa l’Associazione Mitteleuropa, e trasformare il confronto in programmi e azioni concrete di cooperazione.

La seconda parte della mattinata è stata dedicata alla nascita del Consolato onorario ceco di Udine e ai suoi trent’anni di attività con Radek Rubeš, Ambasciatore della Repubblica Ceca in Roma, Jiří Krátký, inviato speciale del Ministero degli Affari Esteri per i Cechi all’estero, Jan Prokopec – Ex Console Generale della Repubblica Ceca in Milano, Martina Dlabajová, membro del Parlamento Europeo (2014 – 2024) e Ivan Počuch, Console Generale della Repubblica Ceca in Milano che ha letto in sala la lettera scritta a Petiziol dal presidente ceco Petr Pavel per ringraziarlo del suo decennale impegno.

Ai saluti istituzionali è intervenuto il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin:. «Oggi siamo una regione centrale in Europa, con un’economia forte e relazioni importanti, e i rapporti costruiti da Petiziol sono fondamentali in un momento in cui le sfide per la diplomazia sono enormi», ha detto Bordin. «I rapporti di forza si fondano sempre più sull’arroganza del potere e sempre meno sul dialogo. Dobbiamo sforzarci di riportare il confronto al centro delle relazioni tra i Paesi, sperando che chi governa abbia l’intelligenza di capirlo». Sono intervenuti anche Maria Lucia Pilutti, segretario generale Camera di Commercio Pordenone Udine, Alessandro Colautti, consigliere comunale di Udine e Lidia Glavina, consigliere di Civibank. In chiusura di lavori, il presidente della Camera di Commercio Pordenone Udine Giovanni Da Pozzo che ha donato a Petiziol la moneta di Jacopo Linussio, riconoscimento riservato alle personalità che si sono particolarmente distinte nella comunità, in segno dell’apprezzamento per il lavoro fatto da Petiziol con il consolato e con l’Associazione Mitteleuropa.

 

 

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